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Training

Come le proporzioni corporee e la lunghezza degli arti influenzano squat e stacco

La lunghezza relativa di femore, tibia e busto determina l'inclinazione in avanti del tronco e i bracci di leva articolari necessari per mantenere il bilanciere sopra il mesopiede in squat e stacchi. Cosce più lunghe rispetto al tronco aumentano la flessione dell'anca e le richieste a carico del tratto lombare, sebbene la larghezza del passo e la morfologia dell'acetabolo modifichino notevolmente la distribuzione dei momenti articolari.

Ultimo aggiornamento: 2026-10-02

Le variazioni nella lunghezza relativa degli arti e del busto alterano la posizione spaziale dei centri articolari rispetto al bilanciere e alle forze di reazione al suolo, modificando le richieste meccaniche tra anche, ginocchia e colonna vertebrale. I sollevatori con femori relativamente lunghi o busto corto richiedono generalmente una maggiore inclinazione in avanti del tronco per mantenere il centro di massa del sistema sopra il mesopiede, aumentando i momenti esterni di flessione dell'anca e il carico spinale, riducendo al contempo le richieste di flessione del ginocchio [1], [5], [8], [21]. Tuttavia, le lunghezze dei segmenti ossei non sono gli unici fattori a determinare la tecnica di sollevamento: la morfologia individuale dell'acetabolo, la mobilità della caviglia, la larghezza del passo e l'intensità del carico influenzano anch'esse notevolmente gli angoli articolari e la distribuzione dei momenti di forza [3], [4], [10], [21].

Proporzioni degli arti e biomeccanica dello squat

Nella popolazione generale, la lunghezza del femore è relativamente uniforme, attestandosi in media tra il 26,5% e il 27,0% della statura totale, con un tipico rapporto femore-tibia compreso tra 1,26 e 1,28 [3], [21]. Anche differenze proporzionali estreme nella lunghezza del femore richiedono solo lievi aggiustamenti (circa da 3° a 6°) nella dorsiflessione della caviglia per mantenere l'equilibrio [3]. Tuttavia, quando un atleta presenta cosce lunghe rispetto al busto o alla parte inferiore della gamba, raggiungere la profondità richiede un maggiore spostamento posteriore del bacino e una maggiore inclinazione del tronco in avanti [21].

Spostare il tronco in avanti muove il vettore risultante della forza di reazione al suolo anteriormente — più vicino al ginocchio e più lontano dall'anca — il che incrementa il momento esterno di flessione dell'anca e le richieste agli estensori lombari, riducendo al contempo il momento di flessione del ginocchio [1], [8]. Al contrario, un tronco più eretto sposta il vettore posteriormente, aumentando il momento esterno di flessione del ginocchio e il carico sui quadricipiti [1], [8]. In uomini allenati con i sovraccarichi che eseguono squat fino a una flessione profonda del ginocchio (≥120°), una maggiore lunghezza della coscia correla con un maggiore spostamento anteriore del ginocchio e con momenti di estensione del ginocchio più elevati [2]. Inoltre, un rapporto più elevato tra la lunghezza della tibia e della coscia (tibie più lunghe rispetto alle cosce) è associato a maggiori angoli di abduzione e rotazione interna del ginocchio durante la discesa [2], [21]. Quando i sollevatori presentano una limitata dorsiflessione della caviglia (articolazione talocrurale), l'inclinazione in avanti della tibia è limitata, il che innesca spesso una retroversione lombo-pelvica ("butt wink") o impone un'ulteriore inclinazione in avanti del tronco [8], [21].

Il posizionamento del bilanciere interagisce direttamente con queste richieste antropometriche. Lo squat high-bar posiziona il bilanciere sui trapezi appena sotto C7, favorendo un tronco più eretto e maggiori richieste di flessione del ginocchio [4], [5]. Lo squat low-bar posiziona il bilanciere lungo la spina della scapola; per mantenere la sbarra sopra la base d'appoggio del mesopiede, l'atleta deve inclinarsi maggiormente in avanti, spostando il lavoro meccanico verso gli estensori dell'anca e la catena posteriore [4], [5]. All'aumentare dell'intensità del carico (% 1-RM), si verifica un naturale spostamento nei pattern motori, che trasferisce i momenti articolari dalla caviglia e dal ginocchio verso l'anca [4]. I powerlifter mostrano abitualmente momenti dell'anca superiori rispetto a quelli del ginocchio ai carichi massimali, mentre i pesisti olimpici mantengono una distribuzione più equilibrata tra anca e ginocchio [4].

Regolazione della larghezza del passo e dell'angolo dei piedi

I sollevatori possono modificare strategicamente la larghezza del passo e la rotazione dei piedi per adattarsi alla propria antropometria:

  • Passo largo (150%–200% della larghezza delle spalle): L'adozione di un passo largo riduce la lunghezza effettiva del femore sul piano sagittale [21]. Questa larghezza aumenta i momenti di valgo del ginocchio sul piano frontale di circa il 23% e i momenti di rotazione esterna dell'anca dal 19% al 37%, aumentando al contempo il reclutamento del grande gluteo dal 13% al 61% rispetto a passi stretti [1], [8], [21].
  • Rotazione esterna dei piedi (30° di extrarotazione): Ruotare i piedi verso l'esterno di 30° riduce il momento esterno di valgo del ginocchio del 50% e il momento di rotazione esterna del 20%, aumentando invece il momento di varo del ginocchio dell'80% [1], [8], [21]. La rotazione esterna dell'anca (da 30° a 50°) incrementa inoltre l'attivazione degli adduttori dell'anca dai livelli basali del 13% della contrazione isometrica volontaria massima (MVIC) fino al 17%–23% MVIC, senza alterare il reclutamento di quadricipiti o ischiocrurali [1], [8].

Lunghezza dei segmenti corporei e varianti dello stacco

Nel powerlifting agonistico, le proporzioni antropometriche correlano in modo significativo con le prestazioni nello stacco convenzionale (CDL). I risultati nello stacco convenzionale correlano negativamente con la lunghezza della coscia (r=−0.52), con il rapporto coscia-statura (r=−0.44) e con il rapporto coscia-gamba (r=−0.53), mentre correlano positivamente con la lunghezza della gamba rispetto alla statura (r=0.46) [21]. Gli atleti con femori lunghi e braccia corte devono iniziare con una posizione delle anche più alta e una maggiore inclinazione del tronco in avanti, aumentando il braccio di leva esterno per la colonna vertebrale e le anche [21].

La scelta tra lo stacco convenzionale e lo stacco sumo (SDL) modifica queste richieste meccaniche:

  • Angoli del tronco e del ginocchio: Cholewicki et al. hanno rilevato che le richieste di estensione spinale sono circa il 10% più elevate nello stacco convenzionale a causa della maggiore inclinazione in avanti del tronco alla partenza da terra, mentre i momenti di estensione del ginocchio allo stacco da terra sono circa tre volte superiori nello stacco sumo [10].
  • Rom e lavoro: Lo stacco sumo riduce la traiettoria verticale del bilanciere di circa il 20%-25% (e riduce di conseguenza il lavoro meccanico totale) [10]. Tuttavia, le effettive richieste tridimensionali di estensione dell'anca rimangono quasi identiche tra i due stili, poiché l'estensione dell'anca nello stile sumo avviene su entrambi i piani, sagittale e frontale [9], [10].
  • Reclutamento muscolare: Lo stacco convenzionale suscita una maggiore attivazione del bicipite femorale in entrambe le fasi dell'alzata e una maggiore attività degli erettori spinali toracici durante il blocco articolare (lockout) [9]. Lo stacco sumo induce un reclutamento significativamente maggiore di vasto laterale, vasto mediale e tibiale anteriore durante la fase iniziale di trazione [9], [12].

Oltre alla lunghezza degli arti, l'anatomia individuale dell'articolazione dell'anca — compreso l'angolo di inclinazione del collo femorale (la coxa vara favorisce lo stacco convenzionale e la coxa valga il sumo), la profondità dell'acetabolo, l'antiversione/retroversione acetabolare e la torsione femorale — funge da principale fattore determinante strutturale per la compatibilità con la larghezza del passo [10].

Momenti articolari spinali e distribuzione del carico

Durante stacchi massimali, la colonna lombare è sottoposta a forze notevoli. Nei powerlifter agonisti, i momenti netti a livello di L4/L5 raggiungono valori compresi tra 445 e 1.071 Nm negli uomini e tra 254,6 e 460,1 Nm nelle donne [13]. Questi momenti generano forze compressive su L4/L5 comprese tra 7.942 e 18.449 N negli uomini (da 5.090 a 8.018 N nelle donne) e forze di taglio da 2.150 a 3.276 N negli uomini (da 1.363 a 1.778 N nelle donne) allo stacco del bilanciere da terra [13], [16]. Le forze di compressione di picco possono raggiungere da 8 a 10 volte il peso corporeo [17].

Sotto carichi massimali, circa il 73% dei sollevatori ricreativi mostra una flessione lombare [17]. Nelle donne allenate contro resistenze, sollevare al 100% del 3-RM aumenta significativamente gli angoli di flessione del tratto toracico inferiore e l'attività muscolare degli erettori spinali rispetto ai carichi submassimali, senza un corrispondente aumento dei momenti netti dell'articolazione dell'anca [15]. La flessione spinale accorcia la lunghezza effettiva del busto, avvicinando il bilanciere agli assi articolari dell'anca e lombari [15]. Sebbene ciò riduca il braccio di leva esterno e preservi i bracci di leva interni per gli estensori dell'anca, flettere completamente la colonna lombare riduce il contributo muscolare attivo degli erettori spinali e trasferisce la tensione passiva ai legamenti interspinosi, aumentando direttamente le forze di taglio anteriori attraverso i segmenti di movimento L4–L5 [8], [15], [16].

Riferimenti

Fonti web

  1. A Biomechanical Review of the Squat Exercise - PMC
  2. Influence of Thigh and Shank Lengths and Ratios on ...
  3. Long Femurs and Squat Form
  4. Differences in hip, knee, and ankle joint moments during ...
  5. With squatting, one of the fundamental rules that helps us ...
  6. (PDF) The High-Bar and Low-Bar Back-Squats
  7. A Biomechanical Review of the Squat Exercise: Implications ...
  8. A Biomechanical Review of the Squat Exercise
  9. Biomechanical analysis of conventional and sumo deadlift
  10. Should you Deadlift Conventional or Sumo?
  11. (PDF) Comparison of Sumo and Conventional Deadlifts
  12. A Brief Analysis Of The Differences Between The Sumo ...
  13. Low Back Biomechanics during Repetitive Deadlifts - PMC - NIH
  14. Biomechanical analysis of conventional and sumo deadlifts
  15. A comparison of spinal and lower extremity biomechanics ...
  16. Biomechanical Analysis of the Deadlift
  17. Most people in the gym are deadlifting in a way that sports ...
  18. Two-Segment Foot Model for the Biomechanical Analysis of ...
  19. Greater squat stance width alters three-dimensional hip ...
  20. Does segment length influence the hip, knee and ankle ...
  21. How Body Proportions Affect Squats, Deadlifts, and Bench Press
  22. Comparison of 5 Normalization Methods for Knee Joint ...
  23. In the Russian Belt TMR squat (and T-BOW® applications), ...

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