Allenamento della presa: come programmarlo con gli esercizi di trazione
L'allenamento diretto della presa dovrebbe essere programmato dopo gli esercizi multiarticolari di trazione o in sessioni separate, per evitare riduzioni del volume di trazione e un aumento dello sforzo percepito. Gli atleti intermedi ottengono adattamenti ottimali con 8-24 serie dirette a settimana distribuite su 2-4 sessioni, a patto che i tempi di recupero tra gli sforzi isometrici superino il minuto.
Ultimo aggiornamento: 2026-09-30
Per evitare di compromettere gli esercizi pesanti di trazione come stacchi da terra, rematori e trazioni alla lat machine, l'allenamento diretto di avambracci e presa dovrebbe essere collocato al termine della sessione o separato in allenamenti dedicati, anziché eseguito in precedenza. Per gli atleti intermedi, i massimi adattamenti si verificano generalmente con 8-24 serie dirette a settimana distribuite su 2-4 sessioni, sebbene la gestione della fatica intra-sessione e degli intervalli di recupero sia essenziale per prevenire cali di volume negli esercizi multiarticolari.
Collocazione nella sessione e pre-esaurimento
Posizionare il lavoro accessorio monoarticolare prima dei movimenti multiarticolari di trazione compromette in modo significativo la prestazione. L'esecuzione di esercizi monoarticolari prima delle trazioni multiarticolari riduce significativamente il tonnellaggio totale sollevato () [1]. Nello specifico, il pre-esaurimento dei flessori del gomito con il curl con bilanciere (3 serie da 10 ripetizioni al 70% di 1RM) riduce le successive ripetizioni alla lat machine avanti () e aumenta lo sforzo percepito (RPE, ) senza incrementare l'attività elettromiografica (EMG) del gran dorsale [1], [18].
Allo stesso modo, l'attività EMG quadratica media normalizzata del gran dorsale rimane invariata attraverso sette variazioni di ampiezza della presa, orientamento della mano (prono, supino, neutro) e inclinazione del tronco durante la lat machine [19]. Tuttavia, la biomeccanica di trazione e la stabilità della presa richiedono un notevole reclutamento degli avambracci. Affaticare preventivamente i flessori dell'avambraccio introduce un anello debole nella catena cinetica, aumentando lo sforzo percepito e riducendo il volume di trazione senza fornire alcuno stimolo aggiuntivo alla muscolatura target della schiena [1], [18].
Riferimenti per volume e frequenza ottimali
Per i sollevatori intermedi che puntano all'ipertrofia e alla forza degli avambracci, i valori di riferimento per le serie settimanali offrono un quadro di progressione strutturato [1]:
- Volume di mantenimento (MV): 0–4 serie a settimana [1]
- Volume minimo efficace (MEV): 0–8 serie a settimana [1]
- Volume massimo adattivo (MAV): 8–24 serie a settimana [1]
- Volume massimo recuperabile (MRV): 24–30 serie a settimana [1]
Queste serie vengono distribuite con maggiore efficacia su 3-4 sessioni settimanali utilizzando carichi compresi tra il 30% e l'85% di 1RM [1]. Una più ampia network meta-analisi bayesiana sui protocolli di allenamento contro resistenze ha riscontrato miglioramenti efficaci della forza di presa con una frequenza da 2 a 5 sessioni a settimana, intensità tra il 30% e il 75% di 1RM e da 2 a 8 serie per sessione (per un totale di 528-2.200 ripetizioni settimanali) [10].
Se inserito adeguatamente in soggetti non allenati, l'allenamento mirato degli avambracci offre un transfer funzionale sostanziale. Negli uomini fisicamente inattivi, l'aggiunta dell'allenamento degli avambracci a un programma di trazioni alla sbarra di 8 settimane ha incrementato le ripetizioni di trazioni del 222,5%, la forza di presa del 12,0% (destra) e del 14,0% (sinistra) e la resistenza nella sospensione alla sbarra (dead hang) del 55,3% rispetto ai gruppi che avevano integrato lavoro per il core o intervalli [1].
Categorie funzionali di presa e gestione della fatica
L'allenamento della presa si suddivide in tre categorie funzionali [2]:
- Presa di supporto (Support Grip): Trattenute statiche in cui il vettore del palmo è perpendicolare alla resistenza gravitazionale (ad es. stacchi da terra, farmer's walk) [2].
- Presa a pinza (Pinch Grip): Trattenute statiche in cui il vettore del palmo è parallelo alla resistenza, richiedendo una forza di attrito elevata [2].
- Presa di schiacciamento (Crush Grip): Chiusura dinamica o statica della mano contro una resistenza generata internamente, come i gripper con molla a torsione [2].
Il complesso della mano e dell'avambraccio umano comprende circa 38 muscoli che controllano 25 gradi di libertà [16]. I muscoli estrinseci situati nei compartimenti dell'avambraccio generano una forza di presa grezza ed elevata — con i gruppi estensori che mostrano un marcato affaticamento durante le prese di forza —, mentre i muscoli intrinseci della mano modulano la forza in modo finemente graduato [16], [22]. Per i powerlifter, i gripper Captains of Crush tarati da No. 1 (140 lb / ~63,5 kg) a No. 2 (195 lb / ~88,5 kg) rappresentano target comuni per evitare che la presa limiti le alzate standard con bilanciere [12].
Per sviluppare la presa di supporto senza sovraccaricare il recupero spinale o danneggiare la cute delle mani con eccessivi stacchi senza cinghie, è opportuno utilizzare strategie di integrazione a basso affaticamento [2]:
- Riscaldamento in doppia presa prona: Eseguire le serie di riscaldamento iniziali senza cinghie o prese alternate [2]. Negli stacchi, la doppia presa prona e la hook grip suscitano un'attività EMG significativamente maggiore nel brachioradiale e nel flessore ulnare del carpo rispetto alla presa mista () [8]. Sebbene la presa mista riduca l'attivazione muscolare dell'avambraccio e impedisca la rotazione del bilanciere, il lavoro in doppia presa prona massimizza il reclutamento muscolare locale [8], [9].
- Trattenute statiche finali: Mantenere una trattenuta statica a tempo in posizione di blocco sull'ultima ripetizione delle serie allenanti [2].
- Camminate e trattenute senza cinghie: Esercizi supplementari come farmer's walk, suitcase carry e trattenute da rack pull a valigia posizionati alla fine degli allenamenti [2].
- Adattamenti con Axle Bar: Il passaggio dai bilancieri standard da 28–29 mm agli axle bar da 50 mm impedisce la hook grip e costringe a una presa semichiusa, aumentando il reclutamento muscolare dell'avambraccio [12]. La forza di presa isometrica raggiunge il picco con impugnature di diametro vicino a 3,81 cm (~34,8 N in più rispetto a 2,54 cm) e cala verso i 7,62 cm, con indice (30%) e medio (30%) che contribuiscono alla maggior parte della forza [1].
Intervalli di recupero e monitoraggio della fatica
La muscolatura dell'avambraccio è altamente suscettibile alla fatica isometrica prolungata. L'affaticamento all'EMG di superficie si manifesta come un aumento dell'ampiezza accompagnato da un calo della frequenza mediana (MF), dovuto alla riduzione della velocità di conduzione delle fibre muscolari [17]. Durante contrazioni isometriche ripetute al 40% della contrazione volontaria massima (MVC), la frequenza mediana dei muscoli dell'avambraccio non riesce a tornare ai valori basali se gli intervalli di riposo sono inferiori a 1 minuto [14]. Inoltre, quando il flusso sanguigno dell'avambraccio si riduce di circa il 50% durante l'esercizio ritmico di presa, il rapporto EMG/forza del flessore superficiale delle dita aumenta insieme a un maggior sforzo percepito, dimostrando una risposta ossigeno-conforme [15].
Il pieno recupero della funzione neuromuscolare dopo un allenamento ad alta intensità richiede in genere da 24 a 48 ore, estendendosi fino a 72 ore o 4 giorni dopo una competizione impegnativa [5], [13]. La forza di presa manuale funge da biomarcatore oggettivo del carico sul sistema nervoso centrale (SNC) e della prontezza dell'atleta [6]. Una riduzione mattutina o post-esercizio della forza di presa superiore al 5-10% rispetto al valore basale indica un recupero insufficiente, con cali persistenti a 24 ore che segnalano un recupero neuromuscolare incompleto [6]. I sollevatori possono monitorare questa prontezza utilizzando dinamometri manuali digitali, che forniscono valori compresi entro un margine del 10% rispetto ai gold standard idraulici clinici [2].
Riferimenti
Fonti web
- Grip Training Before or After Pulling Exercises? - FitnessGrid
- The Evidence-Based Guide to Grip Strength Training & ...
- How to train grip strength for Red Bull Gym Clash and ...
- Grip strength as an indicator of neuromuscular recovery
- Trends Assessing Neuromuscular Fatigue in Team Sports - PMC
- Grip Strength in Sports Medicine: Use Cases and ...
- Type of grip used in the present study. (a) Mixed grip
- Forearm electromyographic activity during the deadlift ...
- Pronated vs Supinated Grip: Arm Muscle Differences ...
- Optimal dose of resistance training to improve handgrip ... - PMC
- What's the appropriate amount of weekly volume for grip training? How ...
- Grip Strength: The Training Quality Most Athletes Neglect
- Time-Course of Recovery Following a Strength–Power ...
- Recovery and Fatigue Behavior of Forearm Muscles during a ...
- Fatigue-independent alterations in muscle activation and ...
- A Systematic Review of EMG Applications for the ... - MDPI
- Frontiers | Application of Surface Electromyography in ...
- Effects of Pre-Exhausting the Biceps Brachii Muscle on ... - PMC
- Electromyographic Analysis of Back Muscle Activation ...
- (PDF) Effects of Pre-Exhausting the Biceps Brachii Muscle ...
- Coordination of intrinsic and extrinsic hand muscle activity as ...
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