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Training

RPE e RIR vs percentuali: come adattare i carichi alla fatica

Prescrivere l'intensità dell'allenamento contro resistenze tramite la scala di percezione dello sforzo (RPE) o le ripetizioni in riserva (RIR) produce adattamenti di forza massimale paragonabili, e in alcuni contesti marginalmente superiori, rispetto al carico fisso basato sulle percentuali. Gli esiti ipertrofici rimangono equivalenti tra i metodi quando la vicinanza al cedimento e il volume sono eguagliati, mentre l'autoregolazione basata sulle RIR consente una gestione della fatica superiore lungo i cicli di allenamento.

Ultimo aggiornamento: 2026-09-12

Introduzione: Modelli Prescrittivi nell'Allenamento Contro Resistenze

Tradizionalmente, la prescrizione del carico nell'allenamento contro resistenze si basa su percentuali fisse di un massimale per una ripetizione prestabilito (%1RM). Sebbene l'allenamento contro resistenze basato sulle percentuali (PBRT, percentage-based resistance training) offra una progressione strutturata, presuppone che la forza massimale dell'atleta rimanga statica tra i periodi di test e non tiene conto delle fluttuazioni giornaliere di prontezza (readiness), fatica o stato di recupero acuto.

Per superare queste limitazioni, sono stati ampiamente adottati modelli di autoregolazione soggettiva, in particolare la scala di percezione dello sforzo (RPE) basata sulle ripetizioni in riserva (RIR). La scala RPE basata sulle RIR quantifica direttamente il numero di ripetizioni supplementari che un atleta potrebbe completare prima di raggiungere il cedimento muscolare momentaneo [17]. I punteggi soggettivi di RIR correlano in modo forte e inverso con la velocità di movimento del bilanciere negli esercizi multiarticolari fondamentali, come il back squat (r=−0.87) e la panca piana (r=−0.79), confermando che la vicinanza percepita al cedimento riflette i sottostanti decrementi di velocità neuromuscolare [2].

La valutazione dell'efficacia del carico basato su RIR/RPE rispetto al carico a percentuali fisse richiede l'analisi di tre esiti fondamentali: lo sviluppo della forza massimale, l'ipertrofia del muscolo scheletrico e la gestione della fatica neuromuscolare.

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|                             METODI DI PRESCRIZIONE DEL CARICO                     |
+-----------------------------------------+-----------------------------------------+
|      Allenamento su Percentuali (%1RM)  |      Allenamento Autoregolato (RPE/RIR) |
+-----------------------------------------+-----------------------------------------+
| • Carico fisso su 1RM storico           | • Carico dinamico adattato allo stato   |
| • Presuppone capacità stabile ogni      | • Obiettivo su specifica vicinanza al   |
|   giorno                                |   cedimento                             |
| • Rischio di cedimento involontario nei | • Riduce l'eccesso di fatica            |
|   giorni no                             |   neuromuscolare                        |
| • Volume di carico fisso a prescindere  | • Mantiene intensità e velocità target  |
|   dal calo prestativo                   |                                         |
+-----------------------------------------+-----------------------------------------+

Adattamenti della Forza Massimale (1RM)

Le evidenze meta-analitiche e sperimentali indicano che sia il carico basato sulle percentuali sia l'autoregolazione basata sulle RIR inducono miglioramenti significativi della forza massimale, con gli approcci autoregolati che mostrano frequentemente piccoli vantaggi in contesti specifici [1, 4, 10].

Confronti Meta-Analitici

Una meta-analisi di Hickmott et al. che ha valutato l'autoregolazione del carico (RPE basato sulle RIR e velocity-based training) rispetto all'allenamento standardizzato basato sulle percentuali non ha riscontrato differenze statisticamente significative nella forza massimale (1RM) aggregata (MD = 2.07 kg, IC 95%: da -0.32 a 4.46 kg, p=0.09, SMD = 0.21) [4]. Sia i metodi oggettivi (es. zone di velocità) che quelli soggettivi (RPE basato sulle RIR) hanno prodotto adattamenti della forza muscolare paragonabili rispetto alle percentuali fisse [4]. Analogamente, una meta-analisi di Liao et al. che ha confrontato il velocity-based training (VBT) con l'allenamento basato sulle percentuali non ha rilevato differenze significative nell'1RM di back squat (MD = 3.03 kg, IC 95%: da -3.55 a 9.61 kg) o nella velocità al 60% dell'1RM [6].

Al contrario, una precedente meta-analisi che ha esaminato 8 studi su atleti allenati ha riportato che l'allenamento contro resistenze autoregolato ha superato in modo significativo il carico fisso per la forza massimale complessiva (ES = 0.64, p<0.001), mostrando vantaggi distinti nei sottogruppi per il back squat (ES = 4.64) e la panca piana (ES = 3.21) [10]. Nella classificazione dei modelli di progressione, una network meta-analisi che ha valutato i guadagni di forza massimale ha riscontrato che i modelli autoregolati si posizionavano al di sopra del PBRT, con la gerarchia: Autoregulatory Progressive Resistance Exercise (APRE) > Velocity-Based Resistance Training (VBRT) > RPE > PBRT [5]. L'APRE è risultato avere l'effect size più elevato tra le strategie di autoregolazione (ES = 0.78), con interventi ≤8 settimane che hanno prodotto adattamenti relativi di forza superiori (ES = 0.87) rispetto a interventi più lunghi di 8–10 settimane (ES = 0.32) [10].

Gerarchia dei Modelli di Progressione per la Forza 1RM (SUCRA / Network Meta-Analisi [5]):

  [ 1. APRE ]  >  [ 2. VBRT ]  >  [ 3. RPE / RIR ]  >  [ 4. PBRT (%1RM) ]
  (1RM più alto)                                       (Baseline fissa)

Studi Sperimentali su Coorti Allenate

I confronti sperimentali diretti su atleti allenati contro resistenze rispecchiano questi risultati. In uno studio di 8 settimane con periodizzazione ondulata giornaliera condotto da Helms et al., sia il carico basato sulle percentuali (n=11) sia il carico basato sull'RPE basato sulle RIR (n=10) hanno prodotto incrementi significativi di forza nella panca piana (+9.64 kg vs. +10.70 kg), nello squat (+13.91 kg vs. +17.05 kg) e nel totale combinato (+23.55 kg vs. +27.75 kg) [1]. Sebbene i test convenzionali dell'ipotesi nulla non abbiano mostrato differenze statisticamente significative tra i gruppi, le inferenze basate sull'ampiezza dell'effetto (magnitude-based inferences) hanno indicato una probabilità del 79%, 57% e 72% di un vantaggio con effect size ridotto a favore del carico su RPE rispettivamente nello squat (ES = 0.50), nella panca piana (ES = 0.28) e nel totale combinato (ES = 0.48) [1, 2].

In uno studio crossover randomizzato di Barnes et al., la periodizzazione autoregolata (AR) e la periodizzazione tradizionale basata sulle percentuali (TP) hanno prodotto incrementi comparabili nello squat (p<0.001), nello stacco da terra (p=0.001) e nel totale delle tre alzate (p<0.001) [9]. L'AR ha favorito un'intensità media di allenamento (%1RM) più elevata durante le sessioni di squat e stacco da terra; tuttavia, l'1RM nella panca piana ha mostrato un'interazione significativa programma × tempo a favore del carico tradizionale basato sulle percentuali (p=0.014, d=1.11) [9].

Nei paradigmi ad alto carico, carichi superiori al 60% dell'1RM rimangono superiori per massimizzare gli adattamenti dell'1RM rispetto ai paradigmi a basso carico (≤60% 1RM; differenza di ES = 0.58), un effetto che persiste indipendentemente dal volume di carico totale [16].


Adattamenti Ipertrofici

L'ipertrofia muscolare scheletrica dimostra una quasi completa equivalenza tra la prescrizione tramite RPE/RIR e il carico basato sulle percentuali, a condizione che le serie siano eseguite con una vicinanza al cedimento paragonabile e a parità di volume [1, 4].

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|            IPERTROFIA A 8 SETTIMANE: %1RM VS. CARICO RPE (HELMS ET AL. [1])       |
+----------------------------+-----------------------+------------------------------+
| Sito Muscolare             | Gruppo %1RM (+Δ mm)   | Gruppo RPE/RIR (+Δ mm)       |
+----------------------------+-----------------------+------------------------------+
| Grande Pettorale           | 1.59 ± 1.33           | 1.90 ± 1.91                  |
| Vasto Laterale (50% LF)    | 2.13 ± 1.95           | 1.85 ± 1.97                  |
| Vasto Laterale (70% LF)    | 2.40 ± 2.22           | 2.31 ± 2.27                  |
+----------------------------+-----------------------+------------------------------+
*Nota: Le differenze tra i gruppi non erano statisticamente significative (p > 0.05) [1, 2].

Nello studio di Helms et al., le misurazioni ecografiche dello spessore muscolare non hanno rivelato differenze significative (p>0.05) tra il gruppo a percentuali e quello su base RPE per il grande pettorale (+1.59 mm vs. +1.90 mm), il vasto laterale al 50% della lunghezza del femore (+2.13 mm vs. +1.85 mm) o il vasto laterale al 70% della lunghezza del femore (+2.40 mm vs. +2.31 mm) [1, 2].

Analogamente, valutando direttamente la vicinanza al cedimento, uno studio di 8 settimane su atleti allenati ha riscontrato che il cedimento muscolare momentaneo e un target prescritto di 1-2 RIR hanno prodotto incrementi quasi identici nello spessore medio dei quadricipiti (0.181 cm vs. 0.182 cm) in condizioni di volume equiparato [21]. Dati longitudinali su 10 settimane che hanno confrontato un modello periodizzato di vicinanza al cedimento (variabile tra 1 e 4 RIR) con un protocollo costante a 1 RIR hanno evidenziato guadagni identici nell'area di sezione trasversale del vasto laterale (6.5% vs. 5.5%), nei guadagni di 1RM di squat (9.8% vs. 9.2%) e di panca piana (7.0% vs. 9.6%), mentre il gruppo con RIR periodizzato ha generato una maggiore ipertrofia del tricipite brachiale (5.8% vs. 2.2%) insieme a un RPE medio di sessione inferiore [18].

Le valutazioni meta-analitiche confermano che l'allenamento fino al cedimento muscolare momentaneo non è obbligatorio per massimizzare l'area di sezione trasversale (CSA) muscolare, purché l'intensità relativa e il volume siano equiparati [4]. Quando il volume è autoregolato tramite soglie di perdita di velocità, soglie di perdita di velocità più elevate (>25%) inducono un'ipertrofia della CSA significativamente maggiore rispetto a soglie conservative (≤20%; MD = 0.64 cm², p=0.03; e ≤25%; MD = 0.61 cm², p=0.03), mentre non esiste alcuna differenza significativa tra le soglie >25% e 20–25% (MD = 0.36 cm², p=0.28) [4].


Fedeltà Prescrittiva, Fatica e Precisione delle RIR

Una distinzione critica tra i modelli prescrittivi risiede nel modo in cui gestiscono la fatica acuta e mantengono la precisione prescrittiva in presenza di stati fisiologici variabili [12, 20].

Precisione e Deriva del Carico in Condizioni di Fatica

Quando gli atleti si allenano contro resistenze dopo sforzi affaticanti, le prescrizioni a percentuale fissa perdono fedeltà [12]. In uno studio crossover di Cowley et al. che ha confrontato %1RM, RPE, RIR e VBT al 70% di 1RM, il VBT ha dimostrato la massima precisione, mantenendo il 100% delle serie entro il 5% della velocità target [12]. Al contrario, il %1RM e l'RPE soggettivo hanno mostrato una sostanziale deriva prescrittiva; il %1RM fisso ha frequentemente forzato le serie al cedimento momentaneo con l'accumulo di fatica, mentre le RIR e il VBT hanno consentito agli atleti di mantenere i volumi di allenamento target senza cedimenti non intenzionali [12].

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|      INDICATORI DI FATICA ACUTA PER VICINANZA AL CEDIMENTO (PANCA PIANA [20])     |
+--------------------------+---------------------+----------------------------------+
| Condizione               | Perdita a 4 min (%) | Deficit Neuromuscolare a 24h (%) |
+--------------------------+---------------------+----------------------------------+
| Cedimento Momentaneo     | -25%                | -3%                              |
| 1-RIR                    | -13%                | -3%                              |
| 3-RIR                    | -8%                 | +2% (recuperato)                 |
+--------------------------+---------------------+----------------------------------+

Dinamica della Fatica Neuromuscolare

Il vero cedimento muscolare comporta un costo di fatica sproporzionato rispetto alle ripetizioni non a cedimento [17, 20]. Dopo 6 serie di panca piana al 75% dell'1RM, la perdita di velocità acuta misurata 4 minuti dopo l'esercizio è stata del -25% per le serie portate a cedimento, rispetto al -13% per 1-RIR e al -8% per 3-RIR [20]. Inoltre, la perdita di velocità tra le serie, dalla prima all'ultima serie, è stata significativamente più elevata per le serie a cedimento (-22%) rispetto a 1-RIR (-9%) o 3-RIR (-6%) [20]. Sebbene a 24 ore fossero presenti decrementi neuromuscolari sia nelle condizioni a cedimento (-3%) che a 1-RIR (-3%) rispetto a 3-RIR (+2%), tutti i marker di fatica si sono completamente risolti entro le 48 ore [20]. Le soglie fisse di perdita di velocità non eliminano del tutto il cedimento; l'esecuzione di squat con una soglia di perdita di velocità del 40% porta gli atleti a raggiungere il vero cedimento in circa il 56% delle serie [20].

Per i parametri di performance atletica, le network meta-analisi mostrano che basse soglie di perdita di velocità (perdita ≤20%) generano P-score più elevati (≥0.59) per le prestazioni di forza, salto e sprint rispetto a soglie elevate di perdita di velocità (>20%, P-score ≥0.50), all'allenamento tradizionale basato sulle percentuali (P-score ≤0.46) e alle sole RIR (P-score ≤0.46) [8]. Nell'autoregolazione del volume, le soglie di perdita di velocità ≤25% producono guadagni di forza 1RM significativamente maggiori rispetto alle soglie >25% (MD = 2.32 kg, p=0.02) quando vengono incorporati esercizi supplementari [4].

Precisione della Stima Soggettiva delle RIR

Una preoccupazione comune riguardo alla prescrizione con RPE/RIR è l'errore soggettivo. Tuttavia, i soggetti allenati contro resistenze stimano con precisione la vicinanza al cedimento entro circa 1 ripetizione quando lavorano tra 0 e 3 RIR [1, 21]. I trial sperimentali mostrano errori di stima di 0.40±0.68 ripetizioni per un target di 1 RIR e 0.90±0.81 ripetizioni per un target di 3 RIR, con un'accuratezza che migliora rispetto al baseline nel corso di blocchi di allenamento longitudinali [18, 21].


Applicazioni Pratiche e Linee Guida di Programmazione

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|                     MATRICE APPLICATIVA: %1RM VS. RIR/RPE                         |
+-------------------+--------------------------------+------------------------------+
| Obiettivo         | Modello Prescrittivo Consigliato| Vicinanza Target / Soglia   |
+-------------------+--------------------------------+------------------------------+
| Forza Massimale   | Autoregolato (RIR/RPE / APRE)  | 1–3 RIR (≥60% 1RM) [10, 16]  |
| Ipertrofia        | RIR o %1RM (Volume Equiparato) | 1–2 RIR / >25% VL [4, 21]    |
| Potenza / Sprint  | VBT a Bassa Perdita di Velocità| ≤20% Perdita di Velocità [8] |
| Controllo Fatica  | RIR Periodizzato               | 1–4 RIR (Evitare Cedimento)  |
|                   |                                | [18]                         |
+-------------------+--------------------------------+------------------------------+
  1. Per lo Sviluppo della Forza 1RM: L'autoregolazione tramite RIR, APRE o VBT offre lievi vantaggi rispetto ai sistemi rigidi basati sulle percentuali, capitalizzando sui giorni di elevata prontezza fisica e prevenendo il cedimento prematuro nei giorni di affaticamento [1, 5, 10]. I carichi dovrebbero rimanere >60% 1RM per ottimizzare gli adattamenti neurali e meccanici specifici [16].
  2. Per l'Ipertrofia del Muscolo Scheletrico: Sia il carico basato sulle RIR sia quello basato sulle percentuali sono ugualmente efficaci, a condizione che le serie terminino entro 1-3 ripetizioni dal cedimento (1–3 RIR) [1, 21]. Interrompere le serie a 1–2 RIR evita la sproporzionata fatica neuromuscolare associata al cedimento completo, fornendo al contempo uno stimolo ipertrofico equivalente [20, 21].
  3. Fedeltà Prescrittiva: Nei contesti in cui l'allenamento si svolge in presenza di fatica residua acuta, le RIR e il VBT dovrebbero avere la priorità rispetto al %1RM statico per prevenire il cedimento involontario e un'eccessiva perdita di velocità all'interno della sessione [12, 20].

Riferimenti

Fonti web

  1. RPE vs. Percentage 1RM Loading in Periodized Programs Matched for ...
  2. RPE vs. Percentage 1RM Loading in Periodized Programs Matched for ...
  3. Autoregulated resistance training for maximal strength enhancement
  4. The Effect of Load and Volume Autoregulation on Muscular ...
  5. Not all resistance training progression models ...
  6. Effects of velocity based training vs. traditional 1RM ... - PMC
  7. Effects of velocity based training vs. traditional 1RM ...
  8. The effectiveness of traditional vs. velocity-based strength ...
  9. A Comparison of Traditional and Autoregulated Periodized ...
  10. Auto-Regulation Method vs. Fixed-Loading ... - PMC - NIH
  11. A Comparison of Traditional and Autoregulated Periodized ...
  12. The Effects of Percentage-Based, Rating of Perceived ...
  13. The Effects of Percentage-Based, Rating of Perceived ...
  14. (PDF) The Effect of Load and Volume Autoregulation on ...
  15. The Effect of Load and Volume Autoregulation on Muscular ...
  16. Loading Recommendations for Muscle Strength, Hypertrophy, and ...
  17. Repetitions in Reserve (RIR): All You Need To Know - Vitruve
  18. Influence of Varying Proximity-to-Failure on Muscular ...
  19. Understanding Velocity Loss
  20. Influence of Resistance Training Proximity-to-Failure ... - PMC
  21. Similar muscle hypertrophy following eight weeks of ...

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